Beautiful Boy: una storia davvero incredibile, che però il film non racconta

Giugno 26, 2020

Peccato che Felix Van Groeningen non abbia lasciato agli attori la possibilità di sviscerare i personaggi nel profondo, impedendo allo spettatore di entrare in empatia con loro.

Regista: Felix Van Groeningen; Anno: 2018; Genere: drammatico; Durata: 120 min; Attori principali: Steve Carell, Timothée Chalamet, Maura Tierney

Partiamo dal principio. Tratto dalle autobiografie dei due protagonisti, il film narra le vicende di David Sheff, giornalista di successo, che affronta la tossicodipendenza del figlio Nic, appena diciottenne.
A Nic non manca proprio niente: è un bel ragazzo, molto intelligente - tanto da rientrare in tutti i college per cui fa domanda - appassionato d’arte, lettura e scrittura. Come se non bastasse ha due genitori che, seppur divorziati, lo riempiono d’affetto...in particolar modo suo padre David con il quale ha un rapporto davvero speciale e che non smette mai di ripetergli di amarlo più di ogni cosa - “everything” è infatti la loro parola magica da quando Nic era un bambino di 4 anni costretto a volare da solo dall’altra parte del Paese per passare l’estate insieme a sua madre.

Quindi è automatico chiedersi come questo giovane ragazzo sia finito nel giro della droga, ma soprattutto perché. Purtroppo questa è una storia di vita reale, non ci sono sempre risposte alle nostre domande e come ben sappiamo non è sempre possibile trovare collegamenti causa-effetto per ogni avvenimento.
Io personalmente, non pretendevo una spiegazione razionale sulle motivazioni che hanno spinto questo ragazzo a drogarsi – anche se proprio non riesco a farmene una ragione – però, quello che mi aspettavo era un racconto del percorso che lo ha portato a certe scelte, anche se apparentemente incomprensibili. Basandosi unicamente sulla pellicola, sembra che Nic abbia iniziato a drogarsi un pomeriggio per noia oppure a causa dei troppi voli presi in solitaria da piccolo...e questo porta lo spettatore a “detestare” il ragazzo e amare il padre, impotente davanti all’autodistruzione del figlio.

Il mio disappunto è stato poi ulteriormente alimentato dalla scelta del regista di rimanere ad uno strato superficiale della storia che non scava nel profondo, ma fornisce soltanto un’idea astratta della sofferenza. La sensazione di tristezza mista a fastidio che si prova guardando il film è merito soltanto dell’immaginazione dello spettatore e della propria capacità di immedesimazione.
Nulla togliere alla bravura degli attori: da un lato abbiamo Steve Carell che ha ormai sfatato il mito di esser buono solo “a far ridere” e che risulta molto credibile in questo ruolo drammatico, dall’altro c’è Timothée Chalamet che ha la sofferenza (o l’insofferenza?) negli occhi e nel cuore ed è quindi perfetto per il ruolo. La coppia di per sé ha funzionato alla grande (il mio voto al film è così alto solo grazie a loro!). Peccato che Felix Van Groeningen non abbia lasciato agli attori la possibilità di sviscerare i personaggi nel profondo, impedendo allo spettatore di entrare in empatia con loro.

Eppure il materiale c’era! E sì, perché questo film mi ha lasciato con talmente tanti interrogativi e punti aperti, che il giorno seguente sono andata curiosare sul web e ho scoperto che la storia reale è contornata da avvenimenti davvero incredibili, che il regista ha inspiegabilmente deciso di lasciare da parte.

Tutto è raccontato alla perfezione in un articolo dell’History vs Hollywood che ho trovato talmente interessante e utile a capire le vicende, da decidere di riportarne una parte qui sotto per voi (vi consiglio di non proseguire con la lettura se non avete ancora visto il film!).




* Spoiler Alert

Le risposte alle domande che sicuramente vi sarete posti e altre curiosità

Immagini © 01 Distribution

A che età Nic Sheff ha iniziato a far uso di sostanze stupefacenti?

La vita di dipendenza di Nic è iniziata con la vodka quando aveva 11 anni. Un anno dopo, stava fumando marijuana, che è diventata un'abitudine quotidiana per la scuola media. Presto sperimentò droghe come acido, estasi, funghi e cocaina. All'età di 18 anni, ha provato la crystal meth: "Mi sentivo come una rock star" dice Nic della prima volta che ne ha fatto uso.


Cosa ha portato Nic Sheff a diventare un tossicodipendente?

"Mi sentivo difettoso...come se ci fosse qualcosa di profondamente sbagliato in me. Odiavo me stesso. [….] Ogni volta che mi facevo, mi sembrava davvero che sarebbe stata la volta che avrebbe risolto tutto, che mi avrebbe fatto sentire intero e non più un alieno […] Stavo impazzendo perché sapevo che non funzionava. Ma continuavo a provare e riprovare. Non sapevo cos'altro fare."


Nic è davvero rientrato in tutti i college per i quali ha fatto domanda?

Si, è stato accettato da tutti i college. Durante il suo ultimo anno di liceo, le droghe non avevano compromesso i suoi studi, tuttavia Nic decise di andare in rehab piuttosto che al college. Solo dopo si iscrisse a Berkeley, università della California, ma abbandonò gli studi durante il primo anno.


David Sheff, padre di Nic, è realmente un giornalista?

Ha lavorato per titoli importanti come Rolling Stone e The New York Times. Ha inoltre intervistato numerosi personaggi famosi tra cui Steve Jobs, Jack Nicholson e John Lennon (3 mesi prima del suo assassinio). Il titolo del film “Beautiful Boy” è tratto proprio da una canzone di Lennon del 1980.


La scena in cui David e Nic fumano insieme uno spinello, è accaduta realmente?

Si, è tutto vero. Anche se poi, nel suo libro, David racconta di essersi pentito di questa decisione e che non ne va fiero. Il suo intento era quello di cercare una connessione con suo figlio.


Per un certo periodo, Nic ha vissuto come senza tetto, arrivando addirittura a prostituirsi

Sebbene questa tematica non sia affrontata nel film, durante il periodo più intenso di abuso di droghe, Nic scappò di casa e visse per strada, vendendo il suo corpo in cambio di soldi, spacciando e rubando denaro alla sua famiglia (ricordate la storia del porcellino-salvadanaio del fratellino di Nic?!)
Di quel periodo il ragazzo ha dichiarato: “Avrei potuto fare soldi in molti modi, ma la prostituzione era qualcosa che volevo fare. Uomini o donne, non era importante, volevo solo sentirmi desiderato...e mentre ero là fuori ho conosciuto molti ragazzi come me, che provavano lo stesso”.


David ha davvero controllato ospedali e obitori per esser sicuro che il figlio non fosse andato in overdose

Ciò è accaduto soprattutto nel periodo in cui Nic è scomparso e nessuno sapeva dove fosse.


Nic è finito più volte in ospedale

In un'occasione ha anche rischiato di perdere un braccio per aver utilizzato una siringa infetta. Il ragazzo ha confessato che, dopo esser finito in rianimazione a causa della meth, non ha avuto coraggio di chiamare il padre poichè si vergognava troppo. Tutto quello che voleva era drogarsi fino ad uccidersi.


Cosa è successo a David e Nic e qual è la loro situazione ad oggi?

Hanno entrambi scritto un libro: “Beautiful Boy: A Father's Journey Through His Son's Addiction” scritto da David Sheff e “Tweak: Growing Up on Methamphetamine” di Nic Sheff, in cui raccontano le vicende ognuno dal proprio punto di vista.
Durante questo periodo di scrittura, David ha avuto un’emorragia cerebrale talmente grave che ha dovuto re-imparare a scrivere da zero. Nic, che a quel tempo era pulito da 18 mesi, ebbe una ricaduta. Oggi sono entrambi in salute e in ottimi rapporti tra loro. Nic inoltre si è sposato ed è ormai pulito da anni.

Fonti:
History vs Hollywood;
Oprah.com: "Beautiful Boy Afterword" e "Excerpt from Beautiful Boy";
The Fix .

Il voto di Ilaria

8/10

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