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7 sconosciuti a El Royale: come partire a razzo e finire a…

CFC
Luglio 16, 2020

Una copia malriuscita di Tarantino. Eppure il film parte davvero molto bene poi verso la metà ci si perde, a tratti ci si annoia e per questo non convince del tutto.


Regista: Drew Goddard; Anno: 2018; Genere: thriller, drammatico; Durata: 141 min; Attori principali: Jeff Bridges, Cynthia Erivo, Dakota Johnson, Jon Hamm, Chris Hemsworth

Ultimamente le mie recensioni sono un po’ bacchettone, me ne rendo conto. Ma la colpa non è mia, anzi tutti gli altri clubber del cineforum potranno confermare che il mio approccio iniziale a questa pellicola era stato davvero super positivo e pieno di entusiasmo, quindi il mio non è un atteggiamento che vuole essere critico ad ogni costo. Dopotutto, le premesse per questo film erano ottime:

1. TRAMA (APPARENTEMENTE) AVVINCENTE
Tutto si svolge nel corso di una notte di fine anni Sessanta in un albergo di Lake Tahoe, dove sette estranei incrociano i propri destini...e ognuno di loro sembra aver qualcosa da nascondere.

2. CAST CORALE DAVVERO PROMETTENTE
Chris Hemsworth, Dakota Johnson, Jeff Bridges, Jon Hamm e altri. Tutti attori di talento che presi singolarmente adoro, ma che qui formano un mix totalmente senza senso, senza connessione. Come se ognuno si limitasse a fare il suo, senza sintonia con il resto del cast.

3. AMBIENTAZIONE INTERESSANTE
L'hotel El Royale è infatti ispirato al casinò “Cal Neva Resort and Casino”, che apparteneva a Frank Sinatra. La particolarità di questo posto è quella di trovarsi esattamente sul confine tra California e Nevada.

E poi cosa è successo? Boh, me lo chiedo anche io.
Dati i presupposti, mi aspettavo di vedere un bel giallo a “camera chiusa” alla Agatha Christie (vedi Assassinio sull’Oriente Express o Dieci piccoli indiani), invece qui ci si ritrova davanti ad una copia malriuscita di Tarantino. E Tarantino a me piace, ma deve essere un film ben fatto, dinamico, anche eccessivamente splatter, con una ben definita caratterizzazione dei personaggi. Tutte cose che al film di Drew Goddard mancano decisamente.
Vogliamo poi parlare della durata?? Due ore e venti, ripeto DUE ORE E VENTI, per assistere ad un groviglio di trame sconnesse, pieno di momenti inutili e con qualche vuoto narrativo qua e là.

Non stiamo parlando poi di un’opera diretta da uno sprovveduto qualunque. Ammetto di non aver visto la sua prima pellicola da regista, ma ho apprezzato film/serie tv per i quali la sceneggiatura è stata affidata proprio a Drew Goddard e non sono affatto male (The Martian, Alias, Lost per citarne alcuni).
Tutto sommato infatti, bisogna dire che l’idea c’era, ma è stata sviluppata male, soprattutto sul finale: il film parte molto bene, con una carrellata di presentazione dei vari personaggi e dei segreti che ognuno di essi nasconde. Ma da metà film in poi ci si perde, a tratti ci si annoia, e per questo non convince del tutto.

Concludendo, caro Drew, secondo me dovresti lasciar perdere la regia che non è roba tua, perché rischi di distrarti e poi mandi a quel paese anche la sceneggiatura, soprattutto sul finale. Questo film ne è la prova perché come si suol dire: “sei partito a razzo e hai finito a …”

Immagini © 20th Century Fox

Il voto di Ilaria

6/10

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