Gone Baby Gone: quando il troppo…stroppia!

CFC
Giugno 25, 2019

Personalmente ho poche regole nella vita - e ne vado fiera - che partono da ambiti piuttosto seri fino ad arrivare a quelli più futili. Tra le cose serie c’è il principio fondamentale che recita: "mai criticare gli Affleck" (soprattutto quell'adone di Ben!)...eh sì scusate, so che sto tradendo una delle mie personali regole di vita, ma devo urlare al mondo che secondo me in Gone Baby Gone c’è davvero troppo!

Regista: Ben Affleck; Anno: 2018; Genere: thriller, drammatico, poliziesco; Durata: 114 min; Attori principali: Casey Affleck, Michelle Monaghan, Morgan Freeman

Personalmente ho poche regole nella vita - e ne vado fiera - che partono da ambiti piuttosto seri fino ad arrivare a quelli più futili. Tra le cose serie c’è il principio fondamentale che recita: "mai criticare gli Affleck" (soprattutto quell'adone di Ben!). 
Il motivo mi pare piuttosto ovvio! Loro sono le sorelle Hadid del cinema, vincitori pluripremiati come le Williams per il tennis e soprattutto non ci scartavetrano i maroni sui social con i loro inutili litigi familiari alla Muccino's family. Sono belli e talentuosi senza voler rasentare la perfezione, e infatti non si fanno mancare divorzi, scandali nello star-system, denunce per presunte violenze, ricoveri in rehab e quant’altro.
La loro bravura nel cinema è indiscutibile, il loro impegno idem. Le storie che raccontano, quelle in cui recitano, non sono mai banali e questo perché hanno tanto da dire, forse troppo.
Eh sì scusate, so che sto tradendo una delle mie personali regole di vita, ma devo urlare al mondo che secondo me in Gone Baby Gone c’è davvero troppo! Immaginate la scena: vi sedete sul divano e mettete play pensando di guardare un film thriller/poliziesco che racconta la storia della scomparsa di una bambina di 4 anni, ambientata in una zona malfamata di Boston e invece vi ritrovate ad affrontare una susseguirsi di tematiche che partono dalla denuncia del disagio sociale che dilaga nelle periferie, alternata a vicende di pedofilia, omicidi, droga, corruzione pubblica e sentimenti irrisolti.

Per farvi capire meglio, vi illumino sulla trama: Gone Baby Gone vi catapulta immediatamente, già dai primi secondi, in un quartiere popolare di Boston nel quale la malavita regna sovrana ed è socialmente accettata. Lo capite subito dagli individui in canottiera bianca e catena d'oro appesa al collo che girano sui loro macchinoni con musica rap a tutto volume, scrutando i passanti da dietro gli occhiali da sole. La telecamera si sposta poi sulla classica gang di persone di colore, i cui figli scorrazzano incuranti nel cortile di casa, mentre quelli più grandi fanno due tiri a palla canestro. Tutto nella norma insomma, il contesto risulta subito abbastanza chiaro allo spettatore. 

L’unica cosa bella di questo posto dimenticato dal mondo sembra essere la piccola Amanda: 4 anni, capelli dorati, occhi enormi e un sorriso adorabile. La bambina scompare misteriosamente una notte mentre dormiva nella sua cameretta e la madre - donna alcolizzata e drogata - era in soggiorno a “guardare la TV”
La polizia inizia sin da subito le ricerche, capitanate da un mai banale Morgan Freeman aiutato da un azzeccatissimo Ed Harris. Ma la famiglia della piccola non ci sta e, mossa da un’apparente sfiducia nei confronti delle cariche pubbliche, decide di coinvolgere qualcuno del luogo, di cui la gente si fidi e con cui essa parli. 
E’ così che entrano in gioco due detective privati - interpretati da Casey Affleck e Michelle Monaghan - troppo giovani e puliti per un caso di questa portata. La coppia, seppur inizialmente titubante, decide di accettare il caso spinta dalla voglia di voler salvare la bambina, senza sapere che il disastroso quadro familiare della piccola - zio ex alcolista, padre sconosciuto e madre tossica che “lavora” come pony della droga - è solo la punta dell’iceberg.

Non intendo proseguire oltre con il racconto - mi sono già avvicinata troppo al rischio spoiler, per i miei gusti!
Quello che voglio dire è che Gone Baby Gone è sicuramente un film piacevole da vedere, soprattutto per chi ama polizieschi e thriller. Ben Affleck si dimostra molto maturo alla regia - teniamo sempre ben in mente che questo è stato il suo film d’esordio nelle vesti di director! - ed è altrettanto bravo nella sceneggiatura. I dialoghi sono avvincenti, profondi, magistralmente recitati da un cast davvero di alto livello. Peccato però che con tutti i temi introdotti non ci sia stato il tempo di sviscerare nel profondo i vari personaggi, dei quali viene data soltanto un’idea generale.

Quindi ciò che mi sento di dire al mio amico Ben è: sei bravo, sei bello, ci sai indubbiamente fare, ma la prossima volta UN PO’ MENO! Così magari riusciamo a concentrarci su poche cose, ben trattate e votiamo 10/10 i tuoi film!


Immagini © Buena Vista Distribution


Il voto di Ilaria

7/10

Dai un'occhiata alla classifica del CFC per scoprire la nostra Top TEN!

Leggi le altre recensioni del Club


Giugno 24, 2019

ROMA è fotografia e regia.

Aprile 29, 2020

I Tenenbaum sono un po’ l’indie del cinema

Giugno 10, 2020

The Square: se ti ha lasciato perplesso, ha raggiunto il suo intento

Giugno 1, 2020

A Single Man: quando il Glamour entra nella macchina da presa.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *